La breve opera 'Il Divenire della Religione' ( titolo originale: Religion in Making) di A. N. Whitehead è composta da quattro conferenze che il matematico-filosofo tenne nella King's Chapel di Boston nel febbraio del 1926. In questo testo Whitehead applica lo stesso processo di pensiero che aveva contribuito a formare la stesura delle conferenze all'Istituto Lowell dell'anno precedente che sono poi confluite nell'edizione del famoso volume ' La scienza ed il mondo moderno".
Whitehead è un filosofo decisamente intuitivo e nelle sue speculazioni ci offre punti di vista particolarmente originali e densi di possibilità meditative ed in modo speciale in questo libretto si può trovare una analisi succinta e generale (tecnica da Whitehead ampiamente utilizzata nella stesura dei suoi saggi filosofici) "dei vari fattori nella vita umana che tendono a formare una religione, per dimostrare l'inevitabile trasformazione della religione insieme con la trasformazione della conoscenza" (citato dalla prefazione che lo stesso autore scrisse per introdurre l'argomento del libro al lettore).
Purtroppo l'edizione italiana del testo 'Il divenire della religione' è ormai fuori catalogo e di difficile reperibilità nel mercato dell'usato, ma è possibile consultare una versione inglese del volume in questo link: "'Whitehead Research Project'
Le mappe contestuali che vi presento, e da me personalmente realizzate basandomi sulla traduzione dell'edizione italiana del testo edito nel 1963 dalla Paravia a cura di Francesco Cafaro, sono relative alla prima conferenza nella quale Whitehead delinea la "Religione nella Storia".
Nello stile del nostro filosofo ci sono molti pensieri sparsi che scaturiscono dalla meditazione di altre idee e che confluendo su capitoli specifici impreziosiscono l'argomento e lo chiarificano.
Dobbiamo notare però che quando il libro apparve al pubblico una collega universitaria di Whitehead docente in teologia criticò pesantemente l'opera dichiarando di non aver compreso quasi nulla del pensiero dell'autore; ma oggi che il pensiero di Whitehead è stato studiato ed approfondito, una critica di questo tipo può solo far sorridere anche se è vero che il lettore che si appresta a leggere Whitehead per la prima volta potrebbe incontrare qualche difficoltà nella comprensione di diverse parti del testo.
Per capire appieno il pensiero di Whitehead dobbiamo considerare che le sue idee scaturiscono dall'analisi di 'processi', in questo caso di processi storici, sociologici, filosofici, scientifici, estetici e antropologici etc. ed è proprio questa facilità con il quale il filosofo afferra, con una geniale sintesi, un'idea generale, che ci spiazza e che rende talvolta difficile la lettura del testo whiteheadiano.
Vorrei anche ricordare che Whitehead con questa sua opera ha ispirato moltissimi pensatori, filosofi, studiosi, religiosi e artisti che dopo la lettura delle quattro conferenze della King's Chapel si sono prodigati nella stesura di saggi realizzando opere che sono profondamente impregnate del pensiero whiteheadiano.
Sorprende del nostro matematico-filosofo inglese, il modo pacato ma efficace di presentare idee e questa sua forza ha offerto una breccia anche nella moderna cultura islamica che, nonostante sia considerata diffidente verso le produzioni del pensiero occidentale, si è considerevolmente aperta, specialmente dalla metà del secolo scorso alla filosofia occidentale e quindi al pensiero di Whitehead. E' nostro compito anche far presente che nella letteratura specialistica di questo secolo sono presenti molti studiosi islamisti che amano comparare molti aspetti del pensiero di Whitehead con quello del filosofo per eccellenza del pensiero islamico, l'iraniano Mulla Sadra Shirazi.
Per concludere queste brevi note e dissertazioni vorrei ricordare che il grande poeta pachistano Muhammad Iqbal già nel 1930, anno di stesura del suo volume "La ricostruzione del pensiero islamico" (libro che avrebbe ispirato anche il celebre intellettuale iraniano Ali Shariati) si serve dei volumi di Whitehead "Il concetto di natura" e " Il divenire della religione", da pochi anni editi e pubblicati, come fonte di ispirazione per il suo saggio.
Whitehead è un filosofo decisamente intuitivo e nelle sue speculazioni ci offre punti di vista particolarmente originali e densi di possibilità meditative ed in modo speciale in questo libretto si può trovare una analisi succinta e generale (tecnica da Whitehead ampiamente utilizzata nella stesura dei suoi saggi filosofici) "dei vari fattori nella vita umana che tendono a formare una religione, per dimostrare l'inevitabile trasformazione della religione insieme con la trasformazione della conoscenza" (citato dalla prefazione che lo stesso autore scrisse per introdurre l'argomento del libro al lettore).
Purtroppo l'edizione italiana del testo 'Il divenire della religione' è ormai fuori catalogo e di difficile reperibilità nel mercato dell'usato, ma è possibile consultare una versione inglese del volume in questo link: "'Whitehead Research Project'
Le mappe contestuali che vi presento, e da me personalmente realizzate basandomi sulla traduzione dell'edizione italiana del testo edito nel 1963 dalla Paravia a cura di Francesco Cafaro, sono relative alla prima conferenza nella quale Whitehead delinea la "Religione nella Storia".
Nello stile del nostro filosofo ci sono molti pensieri sparsi che scaturiscono dalla meditazione di altre idee e che confluendo su capitoli specifici impreziosiscono l'argomento e lo chiarificano.
Dobbiamo notare però che quando il libro apparve al pubblico una collega universitaria di Whitehead docente in teologia criticò pesantemente l'opera dichiarando di non aver compreso quasi nulla del pensiero dell'autore; ma oggi che il pensiero di Whitehead è stato studiato ed approfondito, una critica di questo tipo può solo far sorridere anche se è vero che il lettore che si appresta a leggere Whitehead per la prima volta potrebbe incontrare qualche difficoltà nella comprensione di diverse parti del testo.
Per capire appieno il pensiero di Whitehead dobbiamo considerare che le sue idee scaturiscono dall'analisi di 'processi', in questo caso di processi storici, sociologici, filosofici, scientifici, estetici e antropologici etc. ed è proprio questa facilità con il quale il filosofo afferra, con una geniale sintesi, un'idea generale, che ci spiazza e che rende talvolta difficile la lettura del testo whiteheadiano.
Vorrei anche ricordare che Whitehead con questa sua opera ha ispirato moltissimi pensatori, filosofi, studiosi, religiosi e artisti che dopo la lettura delle quattro conferenze della King's Chapel si sono prodigati nella stesura di saggi realizzando opere che sono profondamente impregnate del pensiero whiteheadiano.
Sorprende del nostro matematico-filosofo inglese, il modo pacato ma efficace di presentare idee e questa sua forza ha offerto una breccia anche nella moderna cultura islamica che, nonostante sia considerata diffidente verso le produzioni del pensiero occidentale, si è considerevolmente aperta, specialmente dalla metà del secolo scorso alla filosofia occidentale e quindi al pensiero di Whitehead. E' nostro compito anche far presente che nella letteratura specialistica di questo secolo sono presenti molti studiosi islamisti che amano comparare molti aspetti del pensiero di Whitehead con quello del filosofo per eccellenza del pensiero islamico, l'iraniano Mulla Sadra Shirazi.
Per concludere queste brevi note e dissertazioni vorrei ricordare che il grande poeta pachistano Muhammad Iqbal già nel 1930, anno di stesura del suo volume "La ricostruzione del pensiero islamico" (libro che avrebbe ispirato anche il celebre intellettuale iraniano Ali Shariati) si serve dei volumi di Whitehead "Il concetto di natura" e " Il divenire della religione", da pochi anni editi e pubblicati, come fonte di ispirazione per il suo saggio.
Mappa Contestuale 3 relativa alla prima conferenza del volume 'Il divenire della religione' (cliccami):
2014@jahro'

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